TOP SOCIAL

Image Slider

mercoledì 4 aprile 2018

English IPA e American Pale Ale ingredienti e differenze

Birra IPA e APA differenze

English IPA e American Pale Ale ingredienti e differenze

Già è da molto tempo che mi chiedo, se esiste una regola fissa che disciplina queste due categorie di birre.

Siccome vorrei progettare un paio di ricette, ho curiosato un po' in giro, ma ho trovato come sempre molta ''confusione'', e ''contraddizione'', se si può dire così, oppure meglio definire sperimentazione e personalizzazione.

Infatti mi sono imbattuto in ricette inerenti lo stile IPA, e sono quasi sempre caratterizzate da luppoli americani.


Volendo fare in casa una IPA o un'APA, che malti e luppoli dovrei usare se volessi essere pignolo, per rientrare perfettamente in stile? 

L'unico manuale affidabile sembra essere il BJCP, una vero e proprio dizionario sugli stili di birra internazionali, che consulto quando voglio birrificare un determinato stile, ed avere quindi dei riferimenti.

Consultandolo ho notato che per le IPA gli ingredienti dovrebbero essere tutti inglesi, quindi malto, luppoli e lievito anglosassoni, ma non è raro trovare nelle ricette luppolature di Willamette e Cascade. 

Per le APA il disciplinare indica l'uso di malto Pale Ale nord americano; luppoli americani o pacifici, mentre è permesso il lievito inglese, ma tanti usano malti europei.

Insomma c'è molta confusione.

Probabilmente gli homebrewers, non si interessano affatto delle linee guida proposte dal BJCP e fanno quel che vogliono, quindi dando sfogo alla sperimentazione ed alla personalizzazione che in questo mondo certo non devono mai mancare.
lunedì 12 marzo 2018

Assaggio birra ai fiori di sambuco

Assaggio birra ai fiori di sambuco 

Birra bitter inglese ai fiori di sambuco

Volevo condividere con voi, il mio ultimo assaggio, la mia bitter ai fiori di sambuco.

Decisi di fare una bitter, e circa 4 litri li lasciai per aggiungerci i fiori di sambuco, sotto forma di decotto.

Sono partito da questa ricetta alla quale ho aggiunto il decotto ai fiori di sambuco essiccati.

La procedura precisa la trovate sul sito: l'Amara ai Fiori di Sambuco

Non pubblicherò il video della cotta perché non sono rimasto del tutto soddisfatto da questo esperimento. 

La bitter imbottigliata prima dell'aggiunta dei fiori è stato un fiasco, pero' il decotto di sambuco ha migliorato molto una birra da cestinare, piena di difetti.
Purtroppo il protagonista della ricetta, ovvero il fiore di sambuco, resta alla papille gustative ed all'olfatto totalmente assente.

Perché vi dico, che ha migliorato la bitter?

A breve posterò un video sull'assaggio della mia prima bitter inglese, ed evidenzierò i suoi innumerevoli difetti, cercando anche il vostro aiuto in termini di consigli.

La birra per me risulta poco carbonata, troppo amara, e dal sapore metallico, ma con l'aggiunta del decotto, e di un priming quasi al limite dello stile, l'amaro sembra domato, e la carbonatazione migliorata tantissimo.

L'unica pecca, è sicuramente l'assenza di sentore e del profumo dei fiori di sambuco.

Se volete farla, modificate l'IBU, magari abbassandola di pochi punti, e raddoppiate la dose di fiori secchi. Probabilmente si potrebbe inserire dell'estratto di fiori ricavato dall'infusione di quest'ultimi nell'alcool etilico o vodka neutra. Non consiglio un dry elderflower, perché potrebbe infettarsi tutto. Il fiore appena colto, ricco di polline è profumatissimo, ma sarà pieno di lieviti selvaggi e batteri, quindi conviene far seccare tutto e poi bollire creando il decotto.
Oppure, si potrebbe passare ad una Saison con i fiori, pero' prima vorrei riprovare con lo stile Bitter. 

Voi avete mai provato a fare una birra ai fiori?
sabato 3 marzo 2018

Assaggio della Dark Strong Ale ROCCAFORTE

Assaggio della Dark Strong Ale ROCCAFORTE

Finalmente quest'inverno ho iniziato a godermi i frutti della birrificazione estiva.

Ho assaggiato la mia dark strong ale Roccaforte, di cui ho postato la ricetta sul sito, e la videoricetta sul canale youtube.

Non poteva mancare sul mio canale youtube Birrificando in casa, anche l'assaggio di codesta birra.

Non avevo mai fatto una dark strong ale, o meglio, ci avevo provato, ma con risultati non soddisfacenti. Ora inserendo dei malti tostati scuri, ho ottenuto quello che volevo.

Ho ottenuto una birra in stile, sia per il colore, sia per il tenore alcolico, e con la luppolatura mi sono spinto sui 24 di IBU, giusto per sentire quell'amaro non eccessivo, che va a contrastare con i malti.

Consigli sulla ricetta ed eventuali modifiche

Se volete replicare questa ricetta, siate consapevoli che verrà fuori una birra di circa 9,5°, poi anche di più se riuscite ad aumentare l'efficienza. 

L'ho voluta senza spezie, che uso però nelle ricette di birre meno alcoliche sempre stile belga. Se volete, potete aggiungerle, specialmente se avete padronanza con le dosi. Magari se 24 di IBU vi sembra alto, per la tipologia di birra, potete abbassarla, ma perdereste quell'amaro piacevole. 

Non è semplice gestire i malti tostati in casa, quindi magari affidatevi a quelli già pronti, anche perché possono anche incidere sul sapore.

Detto questo, sono comunque soddisfatto del risultato ottenuto, magari potrei modificare il mash, portando i grani da 66° a 68°, per ottenere più zuccheri non fermentabili, così da aumentare la dolcezza, che comunque è stata frenata, dai malti tostati e dalla luppolatura.

giovedì 15 febbraio 2018

Belgian Strong Ale vs IPA

Belgian Strong Ale vs IPA

Da quando mi sono addentrato nel mondo birraio, ho sempre prediletto le birre tipiche del Belgio della tipologia strong ale, trappist e di abbazia. Inizialmente non sapevo nulla, ed assaggiavo qua e là a casaccio, ma dopo un po' di tempo ho iniziato a capire che il sapore delle birre industriali, cioè le classiche lager e pils da supermercato non erano niente in confronto alle birre del Belgio, e che c'era un mondo che molti non si immaginano nemmeno.

 Belgian Strong Ale

Per me, ancora oggi, dopo anni restano loro le birre migliori al mondo, insieme a tutte le birre di abbazia che si producono in tutta Europa. Non so perché, ma quel sapore dolce misto a frutta secca, ed aromi forti, e soprattutto quel tenore alcolico mi sono sempre piaciuti. Ricordo anni fa', quando rincorrevo la leggendaria Westvleteren, praticamente introvabile, e quando nelle birrerie anche a ferragosto prendevo fiero la Trappist Rochefort 10.
Non ho mai disdegnato la San Bernardus Abt 12, e La Trappe Quadrupel, e tutte quelle birre strong e dark strong ale che il mondo belga sforna.

belgian strong ale birra belga
Westvleteren 8 e 12 assaggiate nelle tipiche coppe

IPA

Un'estate in birreria incuriosito dalle insistenze di un proprietario di un pub, provai una IPA, ma la mio riscontro fu subito negativo, e ricordo che pensai, che stavo bevendo un succo di pompelmo.
Qualche tempo dopo assaggiai incuriosito l'Asteroid 56013 del Birrificio Italiano, che mi fece cambiare idea su questo genere di birra. Non ricordo di aver mai sentito tanti odori differenti in una birra, dai fiori di sambuco, all'uva fragola, e più spremevo le meningi e più odori venivano fuori.
Il sapore poi, era un tripudio di agrumi, luppolo e freschezza, che comunque non ho trovato in nessun altra IPA, almeno fino ad oggi.

asteroid del birrificio italiano ipa cascade hops
Asteroid 56013 del Birrificio Italiano
Non credo possa esistere una birra migliore al mondo, è impossibile, ma alcune delle migliori, sicuramente si, e queste che ho citato sopra lo sono, anche se ne ho omesse tante.


martedì 23 gennaio 2018

Serpentina raffreddamento mosto in acciaio inox

Realizzare la serpentina raffreddamento mosto con corrugato in acciaio inox.

Aggiornamento del mio (non) impianto.

Io scherzo sempre, sul mio impianto, chiamandolo non impianto, proprio perché non lo definisco un vero e proprio impianto, in quanto non lo è di fatto.

Uso 3 pentole, itineranti, che sposto secondo le esigenze e gli spazi che mi ritrovo a disposizione al momento della cotta. L'unico aspetto negativo è quello di non poter superare i 10/15 litri di birra.

Una cosa però la dovevo fare: aggiornare la mia attrezzatura, ed ultimamente a parte il tubo per le alte temperature, utilissimo durante la fase di sparge, ho aggiunto una serpentina per raffreddare il mosto.

Fino a poco tempo fa, non mi sono fatto scrupoli, e durante la delicata fase di raffreddamento del mosto, mi limitavo ad immergere la pentola di bollitura all'interno di una vasca da bagno, piena di acqua fredda.
Gli svantaggi erano i tempi troppo lunghi, lo spreco dell'acqua eccessivo, l'attesa snervante.
Infatti non vi nascondo che versavo il mosto ancora a 30°/35° in fermentatore ed aspettavo poi la sera tarda per inoculare il lievito.

Ero combattuto se usare il rame oppure no, ed alla fine ho deciso di optare per l'acciaio inox.
Ho usato il rame per fly sparge e per raccordi nel mio primo filtro bazooka, ma la paura degli ossidi, possibili, che il materiale in questione potesse rilasciare mi ha fatto cambiare idea.
Non essendo esperto in materia, ho scelto la sicurezza, cioè l'acciaio inox. 

Sulla rete mi sono imbattuto in un rotolo da 10 metri di corrugato in acciaio inox a buon prezzo, ed ho deciso di prenderlo, però mi sono poi imbattuto nella difficoltà di farlo stare nella forma a me congeniale, e per questo ho cercato nella rete i vari metodi che tanti homebrewers italici, ed europei in generale hanno usato.

Chi propende per bloccare il tubo attraverso staffe, bulloni e dadi inox; chi con filo inox. Ho optato per il filo in acciaio inox da 1mm e per iniziare a dare una forma ho usato l'interno di una pentola.

wort chiller, spiraal inox, acciaio, serpentina, mosto, refrigerazione


Rispetto a numerosissime serpentine che ho visto su internet la mia fa pena, ma la funzionalità è quel che mi interessa in questa fase, poi si può sempre sistemare, per renderla esteticamente più gradevole.

Anche se restano spazi tra una spira e l'altra questo a mio avviso non è un problema, anzi, è un vantaggio ai fini delle pulizia. Una serpentina troppo serrata, potrebbe permettere l'annidamento di residui di mosto difficili da togliere.

In ogni caso ho fatto un video per l'occasione:



Date un'occhiata al sito www.birrificando.it

mercoledì 23 agosto 2017

Come fare una birra Dark Strong Ale (senza impianto)

 
Come fare una birra dark strong ale

Come fare una Dark Strong Ale

Una ricetta  affidabile per chi vuole una birra tipo pub, stile belga a casa, fatta senza un vero impianto.

 


Ecco il video, dove vi faccio vedere come fare una birra tipo Belgian Ale, sotto-stile Dark Strong Ale.

Ora sta maturando lentamente, come è giusto che sia, ma a breve aprirò una bottiglia, magari quando arriveranno i primi freschi.
Ho già assaggiato il mosto, durante l'imbottigliamento, ed i sapori sono in stile pieno.
E' un esperimento bello e buono se calcolate che i malti speciali e lo sciroppo di zucchero li ho fatti in casa!
Magari voi potete sostituire i malti speciali con dello Special B, del Biscuit e una punta di Chocolate.

....a presto.....homebrewers!!
sabato 29 luglio 2017

Stuazione estate 2017 (2 nuove cotte ed un esperimento)

Ho iniziato a muovermi solo dall'inizio della primavera, per motivi personali, con la fioritura del sambuco.
Diverso tempo fa' ho fatto uno spuamantino al sambuco, però non mi ha mai soddisfatto tanto, così ho deciso di creare una sorta di fermentato sempre a base di fiori di sambuco, però a lunga fermentazione, così da conservarlo a lungo.
Sul canale youtube, sono stato sollecitato a provare una versione a lunga conservazione di questo spumantino, che di solito si beve in fase di fermentazione tumultuosa, senza aggiunta di lieviti.
Naturalmente con i fiori secchi ho provato a creare una birra al prufumo, e spero anche al sapore di sambuco.

Ho quindi iniziato in primavera con uno spumantino ai fiori di sambuco, che ho anche assaggiato, però non mi ha pienamente soddisfatto, perché privo di corpo, liscio e poco carbonato, con un sapore di lievito, ed un lieve gusto amaro e secco: una sorta di spumante dei poveri!Ho quindi aperto tutte le bottiglie ed ho inserito un po' di zucchero (misurino per i 33 cl, ma messo in bottiglie da 50 cl).

Tanti fiori li ho messi a seccare per aggiungerli poi al mosto di una bitter, birra mai presa in considerazione da uno come me, che beveva e parlava, di trappist, abbazia, Belgio a profusione ed IBU quasi inesistenti.
Così ho fatto una Bitter che ho chiamato l'AmarA.

Sono passato da 15 di IBU a poco più di 30 in un solo colpo!

La bitter in questione sta maturando e farò una recensione almeno dopo un mese dall'imbottigliamento, anche se ho già stappata una bottiglia, e mi sembra amara come il fiele, ma sono fiducioso per il futuro.
Per quanto riguarda i fiori del sambuco, li ho messi dentro 4 litri della stessa bitter, e lasciati riposare un po' di più nel fermentatore.
Infine ho previsto una carbonazione leggermente più alta, al limite, ma comunque in stile bitter.



A metà luglio, dopo aver cambiato stile, sono ritornato all'ovile, in Belgio, ed ho steso una ricetta molto particolare, con l'aggiunta di malti speciali tostati al forno, a 210°.
L'EBC non ho potuto definirlo, anche perché ho usato uno sciroppo di zucchero di canna, molto scuro. Come luppolatura mi sono mantenuto un po' più alto del solito, senza andare oltre i 25 di IBU.
Ho imbottigliato la Dark Strong Ale, che ho chiamato Roccaforte e prima di tappare tutto, ho assaggiato il mosto, non carbonato, e devo dire che forse ho fatto centro!



Volendo fare il punto sono contento di come sta venendo la Dark Strong Ale, da come sono venuti i malti scuri, e lo sciroppo di zucchero di canna, meno contento del primo assaggio della Bitter, troppo amara pe i miei gusti, e spero possa migliorare.
Il dubbio quindi resta su come il Sambuco possa influenzare questa birra, già troppo amara di suo.
Resto neutro per il momento sullo spumantino ai fiori di Sambuco, che a breve dovrei provare.