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giovedì 15 febbraio 2018

Belgian Strong Ale vs IPA

Belgian Strong Ale vs IPA

Da quando mi sono addentrato nel mondo birraio, ho sempre prediletto le birre tipiche del Belgio della tipologia strong ale, trappist e di abbazia. Inizialmente non sapevo nulla, ed assaggiavo qua e là a casaccio, ma dopo un po' di tempo ho iniziato a capire che il sapore delle birre industriali, cioè le classiche lager e pils da supermercato non erano niente in confronto alle birre del Belgio, e che c'era un mondo che molti non si immaginano nemmeno.

 Belgian Strong Ale

Per me, ancora oggi, dopo anni restano loro le birre migliori al mondo, insieme a tutte le birre di abbazia che si producono in tutta Europa. Non so perché, ma quel sapore dolce misto a frutta secca, ed aromi forti, e soprattutto quel tenore alcolico mi sono sempre piaciuti. Ricordo anni fa', quando rincorrevo la leggendaria Westvleteren, praticamente introvabile, e quando nelle birrerie anche a ferragosto prendevo fiero la Trappist Rochefort 10.
Non ho mai disdegnato la San Bernardus Abt 12, e La Trappe Quadrupel, e tutte quelle birre strong e dark strong ale che il mondo belga sforna.

belgian strong ale birra belga
Westvleteren 8 e 12 assaggiate nelle tipiche coppe

IPA

Un'estate in birreria incuriosito dalle insistenze di un proprietario di un pub, provai una IPA, ma la mio riscontro fu subito negativo, e ricordo che pensai, che stavo bevendo un succo di pompelmo.
Qualche tempo dopo assaggiai incuriosito l'Asteroid 56013 del Birrificio Italiano, che mi fece cambiare idea su questo genere di birra. Non ricordo di aver mai sentito tanti odori differenti in una birra, dai fiori di sambuco, all'uva fragola, e più spremevo le meningi e più odori venivano fuori.
Il sapore poi, era un tripudio di agrumi, luppolo e freschezza, che comunque non ho trovato in nessun altra IPA, almeno fino ad oggi.

asteroid del birrificio italiano ipa cascade hops
Asteroid 56013 del Birrificio Italiano
Non credo possa esistere una birra migliore al mondo, è impossibile, ma alcune delle migliori, sicuramente si, e queste che ho citato sopra lo sono, anche se ne ho omesse tante.


martedì 23 gennaio 2018

Serpentina raffreddamento mosto in acciaio inox

Realizzare la serpentina raffreddamento mosto con corrugato in acciaio inox.

Aggiornamento del mio (non) impianto.

Io scherzo sempre, sul mio impianto, chiamandolo non impianto, proprio perché non lo definisco un vero e proprio impianto, in quanto non lo è di fatto.

Uso 3 pentole, itineranti, che sposto secondo le esigenze e gli spazi che mi ritrovo a disposizione al momento della cotta. L'unico aspetto negativo è quello di non poter superare i 10/15 litri di birra.

Una cosa però la dovevo fare: aggiornare la mia attrezzatura, ed ultimamente a parte il tubo per le alte temperature, utilissimo durante la fase di sparge, ho aggiunto una serpentina per raffreddare il mosto.

Fino a poco tempo fa, non mi sono fatto scrupoli, e durante la delicata fase di raffreddamento del mosto, mi limitavo ad immergere la pentola di bollitura all'interno di una vasca da bagno, piena di acqua fredda.
Gli svantaggi erano i tempi troppo lunghi, lo spreco dell'acqua eccessivo, l'attesa snervante.
Infatti non vi nascondo che versavo il mosto ancora a 30°/35° in fermentatore ed aspettavo poi la sera tarda per inoculare il lievito.

Ero combattuto se usare il rame oppure no, ed alla fine ho deciso di optare per l'acciaio inox.
Ho usato il rame per fly sparge e per raccordi nel mio primo filtro bazooka, ma la paura degli ossidi, possibili, che il materiale in questione potesse rilasciare mi ha fatto cambiare idea.
Non essendo esperto in materia, ho scelto la sicurezza, cioè l'acciaio inox. 

Sulla rete mi sono imbattuto in un rotolo da 10 metri di corrugato in acciaio inox a buon prezzo, ed ho deciso di prenderlo, però mi sono poi imbattuto nella difficoltà di farlo stare nella forma a me congeniale, e per questo ho cercato nella rete i vari metodi che tanti homebrewers italici, ed europei in generale hanno usato.

Chi propende per bloccare il tubo attraverso staffe, bulloni e dadi inox; chi con filo inox. Ho optato per il filo in acciaio inox da 1mm e per iniziare a dare una forma ho usato l'interno di una pentola.

wort chiller, spiraal inox, acciaio, serpentina, mosto, refrigerazione


Rispetto a numerosissime serpentine che ho visto su internet la mia fa pena, ma la funzionalità è quel che mi interessa in questa fase, poi si può sempre sistemare, per renderla esteticamente più gradevole.

Anche se restano spazi tra una spira e l'altra questo a mio avviso non è un problema, anzi, è un vantaggio ai fini delle pulizia. Una serpentina troppo serrata, potrebbe permettere l'annidamento di residui di mosto difficili da togliere.

In ogni caso ho fatto un video per l'occasione:



Date un'occhiata al sito www.birrificando.it

mercoledì 23 agosto 2017

Come fare una birra Dark Strong Ale (senza impianto)

Come fare una Dark Strong Ale

Una ricetta  affidabile per chi vuole una birra tipo pub, stile belga a casa, fatta senza un vero impianto.

 


Ecco il video, dove vi faccio vedere come fare una birra tipo Belgian Ale, sotto-stile Dark Strong Ale.

Ora sta maturando lentamente, come è giusto che sia, ma a breve aprirò una bottiglia, magari quando arriveranno i primi freschi.
Ho già assaggiato il mosto, durante l'imbottigliamento, ed i sapori sono in stile pieno.
E' un esperimento bello e buono se calcolate che i malti speciali e lo sciroppo di zucchero li ho fatti in casa!
Magari voi potete sostituire i malti speciali con dello Special B, del Biscuit e una punta di Chocolate.

....a presto.....homebrewers!!
sabato 29 luglio 2017

Stuazione estate 2017 (2 nuove cotte ed un esperimento)

Ho iniziato a muovermi solo dall'inizio della primavera, per motivi personali, con la fioritura del sambuco.
Diverso tempo fa' ho fatto uno spuamantino al sambuco, però non mi ha mai soddisfatto tanto, così ho deciso di creare una sorta di fermentato sempre a base di fiori di sambuco, però a lunga fermentazione, così da conservarlo a lungo.
Sul canale youtube, sono stato sollecitato a provare una versione a lunga conservazione di questo spumantino, che di solito si beve in fase di fermentazione tumultuosa, senza aggiunta di lieviti.
Naturalmente con i fiori secchi ho provato a creare una birra al prufumo, e spero anche al sapore di sambuco.

Ho quindi iniziato in primavera con uno spumantino ai fiori di sambuco, che ho anche assaggiato, però non mi ha pienamente soddisfatto, perché privo di corpo, liscio e poco carbonato, con un sapore di lievito, ed un lieve gusto amaro e secco: una sorta di spumante dei poveri!Ho quindi aperto tutte le bottiglie ed ho inserito un po' di zucchero (misurino per i 33 cl, ma messo in bottiglie da 50 cl).

Tanti fiori li ho messi a seccare per aggiungerli poi al mosto di una bitter, birra mai presa in considerazione da uno come me, che beveva e parlava, di trappist, abbazia, Belgio a profusione ed IBU quasi inesistenti.
Così ho fatto una Bitter che ho chiamato l'AmarA.

Sono passato da 15 di IBU a poco più di 30 in un solo colpo!

La bitter in questione sta maturando e farò una recensione almeno dopo un mese dall'imbottigliamento, anche se ho già stappata una bottiglia, e mi sembra amara come il fiele, ma sono fiducioso per il futuro.
Per quanto riguarda i fiori del sambuco, li ho messi dentro 4 litri della stessa bitter, e lasciati riposare un po' di più nel fermentatore.
Infine ho previsto una carbonazione leggermente più alta, al limite, ma comunque in stile bitter.



A metà luglio, dopo aver cambiato stile, sono ritornato all'ovile, in Belgio, ed ho steso una ricetta molto particolare, con l'aggiunta di malti speciali tostati al forno, a 210°.
L'EBC non ho potuto definirlo, anche perché ho usato uno sciroppo di zucchero di canna, molto scuro. Come luppolatura mi sono mantenuto un po' più alto del solito, senza andare oltre i 25 di IBU.
Ho imbottigliato la Dark Strong Ale, che ho chiamato Roccaforte e prima di tappare tutto, ho assaggiato il mosto, non carbonato, e devo dire che forse ho fatto centro!



Volendo fare il punto sono contento di come sta venendo la Dark Strong Ale, da come sono venuti i malti scuri, e lo sciroppo di zucchero di canna, meno contento del primo assaggio della Bitter, troppo amara pe i miei gusti, e spero possa migliorare.
Il dubbio quindi resta su come il Sambuco possa influenzare questa birra, già troppo amara di suo.
Resto neutro per il momento sullo spumantino ai fiori di Sambuco, che a breve dovrei provare.
domenica 29 maggio 2016

Sito Birrificando.it

Il seguente blog Birrificandoincasa.blogspot.it si è trasferito su nuovo dominio: www.birrificando.it

Le attività del Blog tuttavia proseguiranno sulla nuova piattaforma, ed eventuali domande su questo blog, verranno dirottate sul nuovo sito.

Grazie.


domenica 21 febbraio 2016

Birra Nostra (errori, correzioni e considerazioni)

Birra Nostra 

Anni fà, dopo aver letto parecchio a proposito dell'All Grain mi sono buttato: la mia prima cotta. Poi perfezionata con il tempo. Questa la ricetta di una birra leggera, ma abbastanza fruttata.
Decisi di chiamarla: Birra Nostra, una sorta di Belgian dubbel.

Birra Nostra.
(Caratteristiche: OG 1,057; FG 1010; IBU: 28,1; EBC: 24; gradazione alcolica 6,5% circa)

Ingredienti per 23 litri finali


Malti:
  5000 gr Belgian Pils
  300 gr Belgian Special B
  250 gr CaraVienna
 1000 gr Zucchero di canna in cristalli (da aggiungere negli ultimi 15 minuti di bollitura)

Luppoli e altro:
  25 gr Northern Brewer, 8,5 %a.a., 60 min;
  14 gr Northern Brewer, 5,4 %a.a., 20 min;
  20 gr Saaz, 4,0 %a.a., 15 min;
  20 gr Buccia arancia dolce, 0,0 %a.a., 10 min;
  20 gr Coriandolo, 0,0 %a.a., 10 min;

Lieviti:
  Trappist Ale yeast

Step di mash:

20 minuti a 54°, 30 minuti a 63°,  10 minuti a 68°, mash out 10 minuti a 78°.

OG: 1057, dopo 6 giorni densità 1027, dopo altri 3 giorni 1010
Dopo 9 giorni totali dal momento in cui ho inoculato il lievito è stato fatto un travaso per eliminare i fondi.
Imbottigliamento dopo 2 giorni.
Priming in bottiglia con misurino.
Dopo 15 giorni a temperatura ambiente di circa 24° la birra è stata trasferita a 16°.
Dopo 3 mesi il primo assaggio. 



In questa prima cotta sono stati però fatti alcuni errori. Quali?

  1. 20 minuti a 54°. Questa tempistica potrebbe essere anche accorciata a 15/10 minuti, e la temperatura potrebbe essere calata a 52°. In ogni caso, non ho fatto un errore catastrofico, perché comunque siamo al limite, sia di tempo che di temperatura.
  2. La temperatura di fermentazione. Ricordo che si alzò fino a 26°, nel bel mezzo della fermentazione, e questo ''disagio'' ci costrinse a costruire subito una cella frigorifera con il polistirolo, e le bottiglie di ghiaccio. Anche qui, questo errore, però regalò alla birra un forte sentore fruttato, che ne aumentò l'aroma.
  3. Priming. All'epoca lo facevo con un misurino, ma non credo sia la soluzione migliore, infatti in base ai litri in fermentatore, alla temperatura di imbottigliamento, ed allo stile, andrebbe calcolata la quantità di zucchero. Il tutto poi va fatto bollire con un po' di acqua ed inserito a freddo nel mosto.


Detto questo, la ricetta per me, resta una delle migliori birre, fatte da me, e quando potrò la rifarò sicuramente!!!
venerdì 12 febbraio 2016

Hobbybrew, guida all'uso del software: confrontare la ricetta

Hobbybrew, guida all'uso del software: confrontare la ricetta

Adesso possiamo confrontare i dati ottenuti durante la cotta vera e propria, con i dati della ricetta compilata su Hobbybrew precedentemente.
Una volta compilata una ricetta, che noi nel tutorial precedente abbiamo chiamato ''Birra Prova'', apriamola cliccando sul tasto in alto a sinistra
Registrazione cotte, e successivamente sulla lente d'ingrandimento Importa ricetta di partenza. 

Clicchiamo quindi sulla nostra ricetta.
Inseriamo quindi i dati generali: tipo nome birraio, data della cotta ed eventuali note.
Poi andando avanti noterete che si formeranno 2 schede parallele: la prima:
Dati previsti da ricetta originale, che non si potranno modificare, poichè sono stati creati da voi precedentemente e in questa sessione dovranno servire solo per la comparazione ai dati ottenuti durante la cotta.
Infatti la terza scheda appunto è dedicata ai
Dati registrati nella cotta, quindi avremo modo di verificare la densità pre-bollitura (OG pre-Boll) che si trova in basso e soprattutto l'OG iniziale. Logicamente se già la densità pre-bollitura da voi rilevata con il densimentro, corrisponde a quella della ricetta, già un passo positivo è stato fatto.
Poi si dovrà misurare la densità iniziale (OG) e compararla a quella della ricetta: e qui viene il bello....o il brutto. Qualsiasi valore venga fuori andrà modificato tramite le freccette dell'efficienza in alto a sinistra.




Abbassando o alzando la percentuale di efficienza dovremmo ottenere l'OG esatta che abbiamo registrato durante la cotta, così avremo anche il valore dell'efficienza. Di solito tra i 70-75% è un buon valore, ma ho bevuto birre con un efficienza pari al 65%, e non erano sicuramente da buttare, ma piu' si abbassa il valore e meno sarà la resa della nostra birra.

Se vogliamo, possiamo anche modificare o confermare il
Log del Mash, ed importantissimo per avere sempre sotto controllo la nostra birra che fermenta è il Log della Fermentazione, dove andrete ad inserire la data di inizio cotta, le varie densità rilevate durante i giorni di fementazione, ed in base alla densità finale (FG) il programma calcolerà la gradazione alcolica, che comunque dovrà poi corrispondere alla formula:
OG - FG / valore efficienza
esempio pratico:
Og = 1040
Fg = 1011

efficienza 75%
la formula sarà 40 - 11 / 7,5 = Alcool 3,8 %

Poi infine c'è anche la scheda degustazione, per i cultori dei sentori, del corpo, ecc.....ma io personalmente non riesco mai a compilarla............

Ecco il video-tutorial: